Hilary Clinton batte Schwarzenegger February 7, 2006
Posted by bulma in L'angolo della toga.trackback
Il “caso” Hot Coffe arriva in Campidoglio. L’avreste mai detto? La senatrice Hilary Clinton ha infatti proposto una legge federale, chiamata Family Entertainment Protection Act, che verrà sottoposta al Congresso nelle prossime settimane, e che proibisce la vendita di giochi classificati M o AO (Adults Only) ai minori di diciassette anni.
Diversamente da altre proposte analoghe, la legge non intende limitare (o costringere le case a limitare) la produzione di titoli per “adulti”, ma semplicemente evitare che finiscano nelle mani di ragazzi troppo giovani per comprenderli appieno.
Tra le proposte sul tavolo c’è quella di utilizzare le già esistenti classificazioni dell’ESRB, che di fatto verrebbe “promossa” a organo censore governativo. Punto che l’industria ha accolto con grandi consensi, ma che potrebbe al tempo stesso far naufragare la legge in fase di approvazione: la costituzione americana proibisce infatti l’assegnazione di poteri governativi a enti privati. La legge è in discussione proprio in queste settimane, e non mancherò di tenervi aggiornati.
Nel frattempo, arriva la prevista notizia che la famigerata AB1179, la legge anti videogiochi violenti firmata qualche settimana fa da governatore della California, Schwarzenegger, e che sarebbe dovuta entrare in vigore il primo gennaio di quest’anno, è stata giudicata incostituzionale perché in palese violazione delle libertà sancite dal primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti.
Festeggia amareggiata la VSDA (Video Software Dealers Association), che aveva trascinato “the governator” in tribunale: “e’ triste vedere come lo stato della California abbia sprecato prezioso denaro dei contribuenti nel perseguire una legge che non sarebbe mai entrata in vigore. Il verdetto sancisce per la seconda volta questo mese, e la sesta in cinque anni il medesimo principio, che questo genere di leggi non passeranno mai. E’ tempo che il legislatore vada oltre la retorica censoria di questi provvedimenti”.
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