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Le avventure del supergiovane Jack February 27, 2006

Posted by bulma in L'angolo della toga.
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Di chi stiamo parlando? Ma di Jack Thompson, l’avvocato anti videogiochi per antonomasia, l’uomo che ha deciso di dedicare la sua vita alla caccia alle streghe elettroniche. Già protagonista di spassosi accadimenti gli scorsi mesi, il nostro eroe ha deciso di regalarci altre mirabolanti avventure. Mr. Thompson ha recentemente acquistato alcune azioni di Take Two Interactive, il publisher dei giochi Rockstar contro cui ama tanto scagliarsi (da San Andreas a Bully). Che abbia Nessun ravvedimento in vista. Il nostro principe del foro ha infatti intenzione di partecipare all’assemblea degli azionisti “armato” di microfono, così da potersela prendere con Paul Eibeler, CEO Take Two, al quale chiede, in una lettera aperta: “cosa volete fare, adesso, Paul? Un gioco nel quale ci si puo’ impratichire a guidare aerei di linea dentro le Torri Gemelle? Oh già, dimenticavo, questo lo ha già fatto Microsoft. Grazie a Bill Gates, uomo dell’anno secondo Time, il cui Halo ha permesso a Lee Boyd Malvo di far pratica e diventare il cecchino della Beltway (l’assassinio che colpì nell’area di Washington nel 2002, provocando dieci morti)”. E non provate a lamentarvi con lui delle sue ormai leggendarie “sparate”: un giovane e sprovveduto sedicenne americano ha deciso di telefonare all’avvocato per dirgli quello che pensava di lui, infarcendo il tutto con minacce di torture e morte. Thompson da buon paranoie registra tutte le chiamate, ha portato il nastro alla polizia, alla quale non è rimasto altro che arrestare il minorenne, che con ogni probabilità se la caverà con una multa salata.

Abandonware – Pezzi di storia February 16, 2006

Posted by bulma in Scenari digitali.
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Con il neologismo abandonware (aplologia da abandoned software) si indica un insieme di software datato e uscito dalla commercializzazione.

A causa dell’evoluzione della tecnologia informatica, i prodotti software vanno incontro a rapida obsolescenza o non incontrano più i nuovi gusti degli utenti. In molti casi si tratta di prodotti ancora perfettamente funzionanti ed utilizzabili, apprezzati in particolare dagli appassionati di retrocomputing (o retrogaming).

Tra i tanti temi caldi del videoludo e, in senso lato, dell’intero panorama informatico, l’abandonware rappresenta quindi una terra di nessuno, un mondo sospeso tra legaità e pirateria nel quale i malintesi e i fraintendimenti regnano sovrani.

La classificazione di un software all’interno della categoria, non significa la cessazione del diritto d’autore, anche se si trovano facilmente sulla rete. In alcuni casi, sono i detentori dei diritti stessi che permettono e si curano del rilascio del software.

Hilary Clinton batte Schwarzenegger February 7, 2006

Posted by bulma in L'angolo della toga.
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Il “caso” Hot Coffe arriva in Campidoglio. L’avreste mai detto? La senatrice Hilary Clinton ha infatti proposto una legge federale, chiamata Family Entertainment Protection Act, che verrà sottoposta al Congresso nelle prossime settimane, e che proibisce la vendita di giochi classificati M o AO (Adults Only) ai minori di diciassette anni.

Diversamente da altre proposte analoghe, la legge non intende limitare (o costringere le case a limitare) la produzione di titoli per “adulti”, ma semplicemente evitare che finiscano nelle mani di ragazzi troppo giovani per comprenderli appieno.

Tra le proposte sul tavolo c’è quella di utilizzare le già esistenti classificazioni dell’ESRB, che di fatto verrebbe “promossa” a organo censore governativo. Punto che l’industria ha accolto con grandi consensi, ma che potrebbe al tempo stesso far naufragare la legge in fase di approvazione: la costituzione americana proibisce infatti l’assegnazione di poteri governativi a enti privati. La legge è in discussione proprio in queste settimane, e non mancherò di tenervi aggiornati.

Nel frattempo, arriva la prevista notizia che la famigerata AB1179, la legge anti videogiochi violenti firmata qualche settimana fa da governatore della California, Schwarzenegger, e che sarebbe dovuta entrare in vigore il primo gennaio di quest’anno, è stata giudicata incostituzionale perché in palese violazione delle libertà sancite dal primo emendamento della costituzione degli Stati Uniti.

Festeggia amareggiata la VSDA (Video Software Dealers Association), che aveva trascinato “the governator” in tribunale: “e’ triste vedere come lo stato della California abbia sprecato prezioso denaro dei contribuenti nel perseguire una legge che non sarebbe mai entrata in vigore. Il verdetto sancisce per la seconda volta questo mese, e la sesta in cinque anni il medesimo principio, che questo genere di leggi non passeranno mai. E’ tempo che il legislatore vada oltre la retorica censoria di questi provvedimenti”.